Si respirava aria di resistenza ieri a Chivasso, una resistenza contro un fascismo che, come ci hanno detto gli esponenti della sezione locale dell'Anpi Bradac di Chivasso, è strisciante e può sempre tornare sotto altre forme. Può avere ad esempio la faccia seria ed austera del presidente del consiglio Monti, serietà e austerità con cui si reprime il popolo in lotta contro un dominio delle banche insopportabile, contro la militarizzazione dei territori, come avviene in Val Susa, dove si arresta o si affama chi si opppone allo stato di cose presenti. MA lo spirito di resistenza si è respirato anche davanti a Palazzo Rubatto, dove era ospite l'assessore Pdl Claudia Porchietto, alla quale una trentina di Chivassesi No Tav, hanno ricordato che la Val Susa non si tocca e che la lotta No Tav non si arresta. E' stato un tocco di classe qualche piccolo uovo finito sui capelli della gentil donna, la classe di chi si oppone onestamente alla connivenza tra stato e mafia che produce opere come la Tav, la classe di chi vuole, al di là delle appartenenze partitiche, creare una società basata sui beni comuni, sulla difesa ambientale, un altro mondo possibile. Questo è l'esempio che dobbiamo seguire, riappropriarci della nostra Terra, riaggregare la nostra comunità resistente, lo facevano i partigiani lo fanno in Val Susa, così dobbiamo fare anche noi, non lasciandoci dividere, ad esempio dal momento elettorale che tra poco, forse, ma non è detto perchè io sento aria di nuovo inciucio tra le forze della maggioranza, potrebbe di nuovo arrivare nella nostra città, ebbene anche in quel momento dovremmo presentare uno schieramento di persone che al di là delle appartenenze partitiche, si ritrova su un idea di Chivasso altra rispetto a chi specula sul suo territorio, a chi la distrugge con megaopere, con il parassitismo politico e con il clientelismo trasversale che da troppi anni si è visto in città. Utopia? Forse no se saremo uniti.
Antonino Martino
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