Il comitato Chivassese contro la privatizzazione del servizio idrico e per il rispetto dei referendum ha mosso i primi passi. Sono partite le lettere per i sindaci anche per quello di Chivasso, o chi per lui leggerà, per far sì che i comuni prendano posizione con Smat per levare la quota del sette per cento ancora in mano ai privati e che come comitato ci autoridurremo se non verrà tolta. Non siamo soli, in tutta Italia stanno nascendo comitati, comitati che hanno vinto battaglie importanti, come ad APrilia contro Acqua Latina o a Vibo Valentia contro Gerical, società private che fornivano acque tossiche, oppure lasciavano senza servizio posti dove l'acqua, quando era pubblica c'era sempre stata, anche di eccellenza, come Sciacca in Sicilia. A Berlino, si è tornati al pubblico con un referendum plebiscitario, mentre in Austria, come d'altronde ad Arezzo, si è tornati al pubblico dopo aver sperimentato un modello misto pubblico-privato, quello che piace a Sel Chivasso per intenderci, dato che si era visto che aumentavano solo le poltrone ed i costi ma diminuiva la qualità del servizio. Insomma, questa lotta per i beni comuni, la quale ha avuto un altro punto importante a Napoli con la formazione dei Comuni per i beni comuni, appuntamento che ha visto partecipi partiti, comuni, associazioni e centri sociali, può davvero unificare chi vuole una società alternativa, contraria al liberismo e fondata sui beni comuni e la centralità dell'uomo in armonia con la natura. Ci proveremo.
Antonino Martino
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