Pare di sì, pare che siamo giunti al capolinea, pare che questa tragicomica avventura sia finita. Da quanto si apprende dalla Stampa e si mormora fra gli addetti ai lavori della politica Chivassese stavolta è finita. O De Mori si dimette o saranno i partiti a fare un passo indietro questa è la sintesi di quanto si legge e si apprende. Un risultato, sempre se sarà questo perchè a questi signori abbiamo sentito cambiare più versioni che vestiti durante una serata a una candidata a Miss Italia, sarà una sconfitta, una sconfitta per l'intero schieramento di centrosinistra, anche per noi che siamo fuori dalla coalizione. Come Partito Del Lavoro, ci avevamo creduto, avevamo creduto che finalmente potessero arrivare cinque anni, quantomeno di tenuta democratica, di ascolto, di prime innovazioni, dopo i quindici anni bui del governo Fluttero prima e Matola poi. Non è stato così. La sconfitta però è doppia e bisogna che lo si dica per chi non ha avuto l'umiltà di non arroccarsi nel palazzo, per chi ha avuto l'arroganza e la miopia di falsificare la realtà non una ,ma una decina di volte ad esempio sulla vicenda del sindaco invocando una privacy che non esiste trattandosi di personaggio pubblico, una privacy che serviva solo a coprire le loro incapacità. Più di una volta abbiamo detto a questi signori che serviva, specie dopo la malattia del sindaco, l'umiltà di tornare fra la gente a fare militanza, l'umiltà di ascoltare i problemi della gente, il risultato è che ci siamo prima sentiti dire di non fare parte della coalizione, tradotto dal politichese fatevi i fatti vostri e siamo stati fini, poi anche quando abbiamo cercato di coprire nel nostro piccolo i deficit di una coalizione impegnata ad inventare falsità per durare un minuto in più e a chiudersi sempre di più in sè stessa, come per il tavolo di condivisione, il presidio antifascista, la presentazione delle delibere su Testamento Biologico e Unioni Civili, quando abbiamo fatto queste cose, il risultato è stato la totale mancanza di rispetto non solo nei nostri confronti, nemmeno ringraziati ma sempre attaccati e visti come nemici, ma anche nei confronti di quelle associazioni che a fatica, seppur deluse dalla politica, eravamo riusciti a far partecipare nuovamente, con la forza dell'ascolto e delle idee. Non avevamo fatto nulla di speciale, avevamo fatto la sinistra, non era difficile, potevano farlo meglio e di più gli alleati di centrosinistra, se non fossero passati dal rappresentare i loro elettori a rappresentare solo sè stessi. E ora speriamo se ne esca almeno con dignità, facendo autocritica, riconoscendo che qualche errore si è fatto e facendone tesoro. Per quanto riguarda il Movimento per il Partito Del Lavoro, non parlo dell'intera Fds perchè solo mercoledì prenderemo una posizione comune in assemblea, dico già che non staremo qui ad aspettare l'ennesima chiamata alle armi del Pd, l'ennesima accorata chiamata alle armi per formare un accozzaglia, un armata brancaleone contro lo spettro della destra pericolosa e fascista solo in periodo elettorale. Ciò per tre motivi: il primo è che non abbiamo visto quasi mai discontinuità rispetto al centrodestra; il secondo è che qualcuno, non pochi ma quasi tutti alla destra strizzano l'occhio, con alleanze, con accordi e accordicchi quindi non si capisce perchè fare delle alleanze basate solo su questo, ma il terzo fondamentale motivo, è che siamo stufi di armate brancaleone, siamo stufi di dover stare insieme solo contro qualcuno e non per qualcosa, vogliamo uno schieramento largo, di partiti ma che vada molto oltre i partiti, di movimenti, associazioni, comitati, di singoli cittadini, che abbia una visone di Chivasso diversa, che voglia un sistema socioeconomico diverso per la città e non vedere solo una bandiera differente sventolare in piazza il giorno della vittoria. Una Chivasso che riconverta il suo sistema economico, tornando maggiormente alla terra, proteggendo il poco tessuto industriale rimasto e dando luogo a cooperative contro la crisi tra i vari artigiani del luogo, una Chivasso che faccia delle scelte nette nel suo piano regolatore a protezione dell'ambiente, una Chivasso che rispetti in toto i referendum sui beni comuni, una Chivasso dove la gente si entusiasmi di vivere e non la veda come una città dormitorio, con spazi sociali, verdi, con spazi rubati alle cattedrali nel deserto o all'azione dei soliti, sempre gli stessi, artefici della cultura o della socialità. Una Chivasso dove ogni Chivassese stia meglio per intendersi, si senta partecipe e corresponsabile di come va la sua città, dove ogni Chivassese sia amministratore della sua città, perchè questo è essere di sinistra nella nostra concezione, non vedere il proprio elettore come uno che ha dato la delega in bianco e da ricontattare alla prossima ruota elettorale, ma come un interlocutore ed alleato prezioso nell'amministrazione di una città. Lo stanno facendo De Magistris, Pisapia, Zedda, lo fanno ancora meglio nei paesi del Nord Europa come del Sud America, non sono utopie, lo si può fare anche a Chivasso se si resta fedeli a quattro principi. Il primo, il cambiamento di sistema socioeconomico, il secondo un alleanza non contro ma per qualcosa, il terzo la condivisone di idee e programmi con gli alleati in tutto e per tutto, anche a costo di dibatterne per ore, non incentrando tutto il dibattito sulla persona che ci mette la faccia, il quarto è fondamentale punto, la partecipazione attiva dei cittadini, l'unica capace di dare un buon governo a questa città.
Antonino Martino
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